PROPOSTA PER IL FUTURO
DELL'AGOPUNTURA MEDICA IN ITALIA
Il momento è cruciale per chiarire e regolamentare l'Agopuntura in Italia.
Da più parti si mette in discussione l'Agopuntura medica come è oggi in Italia; dal 1982 essa è infatti per Legge praticata solo da laureati in Medicina iscritti all'Ordine, garanzia per i pazienti contro false diagnosi, pericolose se sottovalutano sintomi più insidiosi.
Medici agopuntori che nel futuro dovranno invece essere legalmente Specializzati nella materia e non esercitarla come spesso accade oggi come "secondo lavoro", offrendone una versione depotenziata rispetto alla sua grande portata terapeutica.
L'Agopuntura dovrà poter esprimere la forza di una medicina integrata al sapere medico occidentale - mission della nostra Associazione - entrando più strutturalmente nella Sanità pubblica, soprattutto nei Policlinici universitari, dove ricerca e clinica potranno permettere risultati più importanti.
Inoltre oggi l'Agopuntura può dare un contributo fondamentale alla sostenibilità del SSN pubblico - soggetto a spinte privatiste che tendono a disgregarlo - grazie alla sua efficacia e ai costi bassi nel trattare soprattutto le cronicità.
A seguire una Premessa ad una Proposta di Legge che possa regolare l'esercizio dell'Agopuntura in Italia, sia nel campo della formazione che in quello della clinica.
La pubblichiamo perchè sia base per un ragionamento collettivo, soprattutto da parte dei nostri iscritti, per note e integrazioni.
L'obbiettivo è proporla all'attenzione della Politica senza pregiudiziali partitiche, sebbene l'impianto proposto sia decisamente a favore di un utilizzo pubblico di questa risorsa medica.
Dr. Cecilia Lucenti, Presidente AMI
ONOREVOLI SENATORI E DEPUTATI,
nel passato vi sono state Proposte di Legge per regolamentare le Medicine Non Convenzionali (MNC), rispetto alle quali già nel 2004 l'OMS presentò un documento per i Governi a tutela del paziente per un «utilizzo appropriato della medicina tradizionale, complementare ed alternativa».
LE MEDICINE NON CONVENZIONALI
In Italia sempre più persone integrano la medicina allopatica, sebbene in modo piuttosto casuale, dovuto alla confusione non risolta tra le diverse metodiche.
Per medicine «non convenzionali» si intendono infatti tutte le discipline mediche che non sono quella allopatica. Una divisione che così accorpa pratiche non omogenee tra loro e che hanno gradi diversi di validazione scientifica, di prassi clinica e di accoglienza da parte della comunità medica.
Il rischio perciò è che, non riconoscendo genesi e caratteristiche diverse, si finisca per depotenziare tutte le discipline, facendone dipendere le sorti una dall'altra.
L'AGOPUNTURA MEDICA: UNA STORIA ITALIANA
Tra queste discipline mediche rientra l'Agopuntura con una Storia e caratteristiche che in Italia hanno già intrecciato la medicina occidentale in modo consistente.
Per questo, il medico e agopuntore Cecilia Lucenti, presidente AMI e autrice del libro Agopuntura e Scienza, ha commissionato la prima Storia dell'Agopuntura in Italia, in cui emerge come sia stata praticata in Italia in una fiorente stagione dell'800 da parte di medici e docenti universitari, nella clinica ospedaliera; come nel caso di Alessandro Riberi (direttore della Clinica chirurgica dell'Università di Torino), di Zanobi Pecchioli (toscano, considerato il padre della neurochirurgia mondiale) o di Vincenzo Coppola che aprì a Napoli il primo ambulatorio pubblico di Agopuntura già nella prima metà dell'800.
Un' Agopuntura intesa allora come chirurgia minore e quindi già pienamente integrata alla clinica quotidiana.
Nel corso del '900, l'arrivo dei grandi testi cinesi ha proposto una versione sistemica dell'Agopuntura come vera e propria "medicina" in grado di curare, senza effetti collaterali e a più livelli: dal dolore localizzato fino alle malattie endocrine, immunitarie e neurologiche.
VANTAGGI DELL'AGOPUNTURA
L'utilizzo dell'Agopuntura porterebbe ad un aumento della qualità dell'assistenza medica ma anche a ridurre la necessità di prestazioni sanitarie, essendo efficace strumento di gestione preventiva di molte patologie, con un impatto rilevante sulla spesa sanitaria:
L'aumento dell'aspettativa di vita porta ad una maggiore platea di malati cronici - tra i quali anziani e pazienti post-traumatici - la cui riabilitazione e mantenimento possono essere garantiti solo rendendo la spesa sostenibile. Si tratta infatti di cure lunghe e costose che, grazie all'Agopuntura, porterebbero ad un risparmio sui costi del SSN e ad una qualità di vita migliore grazie all’azzerata tossicità, maggior causa di insorgenza di altre patologie.
Le esperienze dei pochi Centri di Medicina Integrata in Italia, come l'Ospedale di Pitigliano, dimostrano il successo - terapeutico ed economico - di questo segmento di cura ospedaliera, sia ambulatoriale che in corsia.
Oltre alle malattie croniche molte sono anche le applicazioni dell'Agopuntura nelle urgenze (come ictus e gravi traumi), con la possibilità di aiutare il paziente proprio nella fase più delicata dell'emergenza, come avviene con successo in molti ospedali asiatici.
NECESSITA' DI UNA REGOLAMENTAZIONE
Andrà quindi regolamentata l'attuale zona grigia che rende difficile o impossibile ai pazienti ospedalizzati ricorrere al supporto di quella che chiameremo Riflessoterapia agopunturale; diritto costituzionale che va garantito ma anche regolato rispetto alle responsabilità giuridiche del primario ospedaliero.
Una Abilitazione Universitaria specifica per i medici agopuntori, potrà risolvere questo problema e rendere attuabile questo importante segmento di integrazione.
Si ricordi, a questo proposito, una risoluzione del Parlamento europeo (n.75 Maggio 1997) con la necessità di «garantire ai pazienti la più ampia libertà di scelta terapeutica assicurando il più elevato livello dí sicurezza e l'informazione più corretta sull'innocuità, la qualità, l'efficacia e il rischio eventuale delle medicine non convenzionali e, dall'altro, di proteggerli da persone non qualificate»
In Italia l'assenza di una legislazione in materia, concorre ad un esercizio ambiguo della pratica dell’Agopuntura.
La Corte di Cassazione nel 1982 (sentenza 7176 del 19 luglio) aveva configurato l'Agopuntura come Atto Medico, riservato quindi ai medici chirurghi e odontoiatri iscritti all'Albo.
La sentenza portò alla richiesta all’Ordine dei Medici di creare un Albo nazionale dei medici agopuntori. La risposta fu però negativa perchè, non essendo prevista come tale nell'organizzazione accademica italiana, essa non poteva essere equiparata ad una Specializzazione. Questa lacuna va colmata.
Si determinò così poca chiarezza nelle modalità di utilizzo da parte dei Medici, rendendo impossibile assunzioni specifiche nelle strutture pubbliche.
Questa mancanza di Specializzazione è quindi l'ostacolo maggiore per un "ritorno" dell'Agopuntura a supporto dell'attività medica pubblica; tanto più che - dai primi medici come Alberto Quaglia Senta che si dedicarono dagli anni '60 proprio a "tradurre la medicina orientale nel codice occidentale" - in questi decenni un grande lavoro di validazione scientifica è stato fatto, sottraendo l'Agopuntura di ascendenza orientale alla contraddizione di essere empiricamente efficace ma senza la validazione dei suoi meccanismi d’azione secondo i parametri occidentali.
Il suo allievo Luciano Roccia, professore di chirurgia dell'Università di Torino si dedicò, anche a livello universitario nei primi anni '70, all'integrazione dei due sistemi "dando un'interpretazione anatomica e neurofisiologica sulle basi terapeutiche di questa tecnica ...che si sono arricchite negli ultimi anni di migliaia di ricerche scientifiche che tirano in ballo il sistema immunitario, la psicoimmunoterapia e molti altri ruoli del sistema neurologico ed endocrino".
Ad oggi, sulla sola PubMed, i controbuti scientifici sull’Agopuntura hanno superato il numero di 50.000
Nasce così in Italia, già dagli anni '70, la Riflessologia Agopunturale che è la variante medica europea di congiunzione dei due sistemi e che aspetta di diventare una Specialità medica a tutti gli effetti.
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La presente bozza di PROPOSTA DI LEGGE mira a riconoscere la pratica dell'Agopuntura con l'intento di dare ai cittadini e ai sistemi sanitari la possibilità di avvalersi di questa disciplina medica integrata, garantendo loro di agire in una situazione di certezza legislativa.
Essa incide sia sul piano della Formazione che della Clinica, interessando quindi i Ministeri corrispondenti: quello dell'Università e quello della Salute.
Articolo 1
Prevede il riconoscimento della Riflessologia agopunturale quale terapia medica autonoma attribuendone la caratteristica di “medicina integrata” e non di "medicina non convenzionale" (MNC). Ne vengono inoltre definiti i principali indirizzi terapeutici per un utilizzo clinico ospedaliero. Il medico agopuntore, oltre all'attività ambulatoriale, sarà a disposizione dei vari reparti ospedalieri durante l'attività quotidiana come professionista interdisciplinare.
Articolo 2
Chiarifica i livelli della formazione per i medici agopuntori.
Dopo la Laurea e l'iscrizione all'Ordine, essa prevede al momento una formazione di base - presso le Università o le Scuole di Formazione riconosciute - articolata in un corso e relativi crediti, della durata di 2 anni per i corsi universitari e di 3 anni per gli istituti riconosciuti, che si conclude con il superamento di un esame finale e relativa tesi.
Vi potranno accedere nuovamente, come nel passato, anche i laureandi in Medicina della stessa Università, che però potranno ottenere il diploma solo dopo il conseguimento della Laurea.
Successivamente viene introdotta una Abilitazione Medica per esercitare nel settore pubblico, attraverso specifici percorsi di insegnamento ed esami esclusivamente universitari della durata di 2 annualità.
Per il pregresso - esclusi i casi di libera professione privata - ai medici agopuntori già diplomati sarà obbligo ottenere detta Abilitazione Medica che prevede però una durata di 3 annualità.
Questa abilitazione - esclusivamente universitaria - consentirà l'accesso dei Medici agopuntori, in modalità interdisciplinare, alla clinica ospedaliera - ambulatoriale o in corsia - su richiesta del paziente, del medico curante o dei medici di reparto.
Permetterà inoltre la partecipazione a tutte le attività di ricerca - nazionale e internazionale - che l'Università attua nel suo percorso didattico.
Articolo 3
Definisce i principi generali per il riconoscimento delle scuole di formazione operanti nel settore in oggetto; in particolare istituisce la Commissione per la Formazione in Agopuntura alla quale è attribuito il compito dI definire i criteri degli ordinamenti didattici da parte delle Scuole riconosciute e delle Università. La Commissione stabilirà anche i criteri per la individuazione del Corpo docente, istituendo un apposito Albo di professionisti esperti riconosciuti della materia.
la Commissione avrà inoltre il compito di prevedere un percorso che porti alla definitiva creazione della Specialità Medica in Agopuntura.
L'Articolo 4 stabilisce:
Comma 1
L'istituzione di appositi Registri dei medici agopuntori, stabilendo che a tali registri possono iscriversi i professionisti abilitati all'esercizio della professione medica, in possesso di Diploma in Agopuntura. Rimangono esclusi dal possibile impiego in strutture sanitarie pubbliche, medici che non siano in possesso dell'Abilitazione universitaria.
Comma 2
L'immissione nel settore pubblico avverrà - a seguito dell'Abilitazione - attraverso un concorso dedicato, senza che vengano riconosciute pregresse posizioni ospedaliere legate all'Agopuntura e senza la possibilità di mantenere un doppio incarico.
Comma 3
Il Consiglio Superiore di Sanità verrà integrato con un rappresentante specifico per l'Agopuntura.
Articolo 5
Disposizioni relative al riconoscimento della libertà di scelta terapeutica del paziente, nell'ambito di un libero rapporto consensuale informato.
Il medico curante o il paziente, in caso di ricovero ospedaliero, possono richiedere il supporto integrato del medico agopuntore ospedaliero abilitato. In casi specifici anche di uno specialista di Riflessoterapia agopunturale esterno indicato dal medico curante. Costui agirà coordinandosi con il primario del reparto che dovrà concordarne l'azione volta per volta.
Articolo 6
Regolamenta l'accesso alle prestazioni sanitarie e la detraibilità delle spese sanitarie.
In particolare l'apertura, presso le strutture sanitarie pubbliche - anche non ospedaliere - di ambulatori di tutte le specificità della Rifessoterapia Agopunturale, attuata nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza (LEA).
Per note e contributi alla discussione scrivete a:
cecilialucenti@gmail.com
oppure
info@agopunturaintegrata.it
Le origini dell'Agopuntura, come è noto, sono antichissime ed essa consiste nel trattamento mediante l'infissione nel corpo di sottili aghi, la cui azione provoca la stimolazione di neurorecettori e agisce per via diretta su terminazioni nervose, come è stato scientificamente dimostrato ormai da decenni.
Le risposte fisiologiche a questo stimolo cutaneo esercitano effetti, per via elettrica, vascolare o attivando il sistema nervoso autonomo, su organi o apparati che frequentemente non sono in relazione topografica o metamerica con il punto cutaneo stimolato. Esistono evidenze ormai consolidate di un'attività su molte patologie e su diversi parametri dell'attività endocrina e ormonale che sono state riconosciute dall'OMS già a partire dagli anni '70.
Operando su terminazioni nervose, l'Agopuntura ottiene risultati nel campo del dolore e dell'analgesia chirurgica, ma anche su patologie che non trovano una risposta ottimale nella terapia corrente come quelle allergiche, respiratorie, reumatiche e autoimmuni, sui disturbi del sistema riproduttivo, in molti disturbi psicologici e psichiatrici e in Neurologia con la nuova branca della Neuro-agopuntura nata negli anni '70 dall’intreccio tra questa medicina antica e le neuroscienze.
Lo studio moderno dell'Agopuntura individua poi sempre nuovi campi di applicazione, che vanno dall'oncologia - migliorando la tollerabilità dei trattamenti convenzionali - fino alla riabilitazione neurologica, campo che presenta risultati sorprendenti e innovativi soprattutto grazie alla craniopuntura e alla neuroauricoloterapia, tutte terapie validate ampiamente anche da risonanza magnetica funzionale (RMF).
